Musica
Dieci anni senza Pino Daniele, a Napoli concerto-tributo il 19 marzo
Dieci anni dalla scomparsa di Pino Daniele e settanta dalla sua nascita: una doppia ricorrenza che la città di Napoli si prepara a celebrare in grande stile con ‘Je Sto Vicino a Te Forever’, un grande concerto-tributo a piazza del Gesù per riunire amici, colleghi e artisti dell’indimenticato cantautore partenopeo. L’idea è di Nello Daniele, musicista, produttore artistico e fratello di Pino che dal 2015 è impegnato in un progetto per tenere viva la memoria del ‘Mascalzone latino’.
L’appuntamento è proprio per il 19 marzo, il giorno del compleanno, e il parterre degli invitati confermati è già molto ampio: i 99 Posse, gli Audio 2, Serena Autieri, Francesco Baccini, Mario Biondi, Rossana Casale, Roberto Colella, Tullio De Piscopo, Tony Esposito, Carlo Faiello, Eugenio Finardi, Gigi Finizio, Letizia Gambi Womanity Quintet, Ivan Granatino, Enzo Gragnaniello, Morgan, Negrita, Lina Simons e Michele Zarrillo.
Ma la lista ospiti non è finita e si aggiorna di continuo: nel corso della conferenza stampa di presentazione del concerto, a Palazzo Santa Lucia, è stato ufficialmente invitato anche Andrea Settembre, il giovanissimo vincitore di Sanremo Nuove Proposte che meno di due settimane fa ha annunciato un omaggio a Pino Daniele all’interno del suo concerto in programma l’11 aprile alla Casa della Musica.
A proposito di omaggi, non mancherà quello proprio di Nello Daniele. Chiaramente a suon di musica, anche con tutti gli strumentisti che negli anni hanno accompagnato Pino nei suoi live, e non solo perché sono previsti i contributi dello scrittore Maurizio De Giovanni e degli attori Gaetano Amato e Patrizio Rispo. Lo slogan scelto per l’evento, ‘Puorteme a casa mia’, rappresenta il cuore del progetto ‘Je Sto Vicino a Te’: un ritorno simbolico alle radici, un’emozione condivisa che attraversa i vicoli, le storie e le tradizioni di una città che ha plasmato l’arte di Pino Daniele. Il concerto sarà un viaggio musicale che ripercorrerà i suoi più grandi successi e celebrerà la Napoli autentica che lui stesso ha raccontato con le sue canzoni.
“Per il decennale dalla scomparsa di Pino dovevo fare qualcosa in più e portarlo nelle mura dove siamo cresciuti tutti quanti. Ci stavano i miei genitori, i miei fratelli, le mie sorelle, in quella piazza sono nati tanti brani. Dietro alle spalle c’era nostra nonna, donna Concetta. Quindi quale posto migliore?” spiega Nello Daniele. “A Napoli – prosegue – ricordi sempre Pino. Lo ascolti se entri in un bar a prendere un caffè, lo ascolti se vai in una pizzeria, quando entri in una trattoria: dieci anni sono tanti, però io dico che non ci ha mai lasciato. Lui ha lasciato dei codici in musica, sono dei documenti come li chiamava lui, e oggi noi non facciamo altro che accompagnare la gente a cantare le canzoni di Pino. Sarà una serata di musica tradizionale, ma nello stesso tempo anche moderna: un concerto per tre generazioni”.
E questa grande serata di musica sarà ripresa anche dalle telecamere di Rai 2: “Manderemo in onda l’evento il giorno di Pasqua, il 20 aprile, in seconda serata. Ci teniamo moltissimo” spiega il direttore Intrattenimento Prime Time Rai, Marcello Ciannamea. “Tra le tante iniziative dedicate a Pino Daniele abbiamo scelto questa perché riteniamo che sia più vicino a Napoli e al territorio” aggiunge, mentre il direttore del Centro di Produzione Rai di Napoli, Antonio Parlati, annuncia: “Avremo una squadra con sette telecamere e seguiremo tutto l’evento con le nostre strutture. Pino Daniele è ancora vivo nei cuori di tutti e la sua musica sarà eterna”.
L’evento è stato organizzato con il patrocinio di Comune di Napoli e Regione Campania, che ha anche contribuito alla realizzazione, e in collaborazione con Scabec (Società Campana Beni Culturali). “Questo è un altro degli appuntamenti messi in piedi per onorare Pino Daniele e sarà un evento molto bello, fatto soltanto da artisti, che siamo contenti di aver sostenuto – sottolinea il governatore Vincenzo De Luca -. Avremo la presenza a Napoli di cantanti, di musicisti, di attori, tutti quanti hanno avuto modo di conoscere Pino Daniele e di apprezzarne l’umanità oltre che la grande qualità artistica. Pino esprime nel modo più bello possibile l’umanità di Napoli, la capacità di accogliere gli altri, i valori di solidarietà, di pace, oltre che una grande qualità artistica fondendo la nostra musica con altri generi musicali e aprendosi al Mediterraneo, all’America, al jazz e al blues. Sarà veramente un evento di grande bellezza”.
– foto xc9/Italpress –
(ITALPRESS).
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Imagine Dragons, al cinema il concerto-evento all’Hollywood Bowl
Gli Imagine Dragons, 98 milioni di album venduti e 240 miliardi di stream totali, arrivano al cinema da Los Angeles con un attesissimo evento speciale solo il 27, 28, 29 marzo. Nell’iconico contesto dell’Hollywood Bowl, la celebre band vincitrice di un Grammy ha dato vita a un’eccezionale collaborazione con la Los Angeles Film Orchestra per eseguire i suoi più grandi successi e le nuove hit in testa alle classifiche. Durante un concerto di quasi due ore, la band ha fuso il suo sound esplosivo e catartico con splendidi e complessi arrangiamenti sinfonici, eseguiti sul palco da oltre 40 musicisti.
L’evento, ripreso nell’autunno del 2024, ha permesso a molti giovani fan di partecipare per la prima volta a un concerto in cui la band è affiancata da un’orchestra e ha regalato agli appassionati di lunga data una serata indimenticabile. La scaletta ha incluso reinterpretazioni di brani leggendari degli Imagine Dragons come Radioactive, Demons e Believer, culminando in un gran finale con spettacolari fuochi d’artificio che hanno portato a una sorprendente chiusura. L’evento è distribuito in esclusiva nei cinema italiani da Nexo Studios con il media partner Radio Deejay.
– foto IPA Agency –
(ITALPRESS).
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La misteriosa scomparsa di Syd Barrett: genio musicale e leggenda dei Pink Floyd
Syd Barrett, il fondatore e primo leader dei Pink Floyd, è una figura che incarna l’idea di genio musicale tormentato. La sua breve ma intensa carriera con la band ha lasciato un’impronta indelebile sulla musica e sulla cultura popolare. La sua storia è quella di un giovane talento brillante che, a causa di problemi psichici e dell’abuso di droghe, si è progressivamente allontanato dal mondo della musica e dalla band che aveva contribuito a fondare. Ma la sua scomparsa, sia fisica che artistica, ha alimentato la leggenda che circonda i Pink Floyd.
Syd Barrett nacque nel 1946 a Cambridge, in Inghilterra, ed era un talento naturale. La sua passione per la musica e la sua abilità con la chitarra lo portarono a fondare i Pink Floyd nel 1965 insieme agli amici Roger Waters, Nick Mason e Richard Wright. La band inizialmente suonava un tipo di rock psichedelico, e Barrett, con il suo stile unico e la sua scrittura visionaria, divenne il principale compositore e figura centrale del gruppo. Il debutto con l’album The Piper at the Gates of Dawn del 1967 fu un enorme successo, grazie alla sua visione creativa e alla sua capacità di mescolare suoni sperimentali con testi ricchi di immagini psichedeliche. Il suo approccio alla musica era nuovo, originale, e molto diverso da qualsiasi cosa avessero fatto altre band dell’epoca. Canzoni come “Astronomy Domine” e “Interstellar Overdrive” divennero inni di un’epoca, e il suono dei Pink Floyd era inevitabilmente legato al suo spirito creativo.
Purtroppo, il brillante inizio della sua carriera fu seguito da un periodo di grande difficoltà. L’abuso di droghe, in particolare l’LSD, e la sua fragile condizione psicologica iniziarono a prendere il sopravvento su Barrett. Già durante le registrazioni del secondo album della band, A Saucerful of Secrets, i suoi problemi psicologici e comportamentali divennero sempre più evidenti. La sua instabilità emotiva e mentale causò difficoltà in studio e durante i concerti. I suoi comportamenti eccentrici e a volte imprevedibili portarono a una crescente tensione all’interno della band.
Nel 1968, dopo aver subito una grave crisi mentale, Barrett fu costretto a lasciare i Pink Floyd. La band cercò di sostituirlo con David Gilmour, ma la sua assenza segnò un punto di rottura. Da quel momento, Barrett divenne un’ombra sulla storia del gruppo, una figura leggendaria che aveva contribuito a dar vita a un nuovo movimento musicale, ma che era ormai fuori dal circuito musicale.
Dopo il suo abbandono dei Pink Floyd, Barrett si ritirò a vivere una vita tranquilla e isolata a Cambridge. Rifiutò qualsiasi tipo di attenzione mediatica, evitando l’industria musicale che una volta lo aveva celebrato. La sua vita quotidiana si svolgeva lontano dalla frenesia del mondo dello spettacolo, e i suoi contatti con il resto del mondo musicale furono minimi.
Nonostante il suo ritiro dalla scena pubblica, la sua figura rimase un punto di riferimento per la musica psichedelica e il rock degli anni ’60. I suoi ex compagni di band lo ricordavano con affetto e, in molti casi, con un senso di tristezza per ciò che avrebbe potuto diventare se non fosse stato travolto dai suoi problemi psicologici. La sua fragilità e la sua sensibilità, che avevano dato vita alla sua musica, erano anche le stesse che lo avevano portato alla sua tragica scomparsa dal mondo pubblico.
Nel 1975, i Pink Floyd pubblicarono Wish You Were Here, un album che conteneva una canzone, “Shine On You Crazy Diamond”, dedicata proprio a Syd Barrett. La canzone esprimeva un profondo senso di malinconia e rimpianto per il suo stato di salute e per il suo allontanamento dalla band. Barrett, purtroppo, non riuscì a essere presente per vedere il tributo che la sua ex band gli aveva riservato. La sua scomparsa fisica avvenne nel 2006, ma la sua eredità musicale continua a vivere.
La vita di Syd Barrett è una delle storie più tragiche e affascinanti nella storia del rock. La sua musica, unica nel suo genere, è ancora oggi una fonte di ispirazione per milioni di persone. La sua figura rimane un simbolo di genio non compreso, e il suo nome è legato per sempre alla storia dei Pink Floyd e alla nascita del rock psichedelico.
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Lady Gaga debutta alla numero 1 in Italia con “Mayhem”
Lady Gaga conquista la vetta della classifica FIMI/GFK degli album più venduti in Italia con il suo nuovo disco Mayhem, che debutta direttamente alla numero 1. Questo segna un altro trionfo per l’artista, che ha già dominato la classifica italiana in passato con i suoi album di successo, come The Fame, The Fame Monster, Born this Way e Chromatica. Inoltre, aveva raggiunto la top 3 con Artpop (#2), Joanne (#2) e la top 10 con gli album jazz Cheek to Cheek e Love for Sale in collaborazione con Tony Bennett.
Non solo la sua carriera in Italia è straordinaria, ma Lady Gaga è anche una delle 10 artiste femminili ad avere almeno 4 dischi di Platino con The Fame, che continua a consolidare il suo status nella musica globale. Inoltre, Die with a Smile continua a regnare su Spotify in Italia, mantenendo la posizione numero 1 da mesi, mentre il singolo Abracadabra si conferma tra i brani più ascoltati, occupando la 12° posizione.
A livello radiofonico, Abracadabra è tra i 10 brani più trasmessi in Italia, dimostrando la continua popolarità dell’artista. Mayhem segna un ritorno alle sue radici pop, consolidando la sua capacità di reinventarsi come artista. Con un album audace ed eclettico, Lady Gaga offre anche una visione profondamente personale della sua arte, celebrando le contraddizioni della vita e il potere della musica di unire le persone, anche di fronte al caos.
Registrato agli studi Shangri-La vicino alla sua casa a Malibu, Mayhem è un album di 14 tracce che include i singoli Disease, Abracadabra e Die with a Smile. Il progetto è stato prodotto da Lady Gaga, Michael Polansky e Andrew Watt, con la partecipazione di altri produttori come Cirkut e Gesaffelstein. Gaga ha descritto il processo creativo dell’album come una riflessione sull’esperienza di “riassemblare uno specchio in frantumi”, dove anche i pezzi non perfettamente ricomposti possono dar vita a qualcosa di bello e integro a modo suo.
Con Mayhem, Lady Gaga continua a scrivere un capitolo straordinario della sua carriera, confermandosi una delle artiste più iconiche e influenti della sua generazione.
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