Musica
Bruce Springsteen: “Jeremy Allen White mi interpreta in modo straordinario”
ruce Springsteen ha visitato il set di Deliver Me From Nowhere, il film diretto da Scott Cooper che racconterà la creazione di uno dei suoi album più celebri, Nebraska, inciso nel 1982. Durante la visita, l’icona del rock ha avuto modo di osservare da vicino Jeremy Allen White, star di The Bear, che interpreterà il Boss sul grande schermo. L’incontro ha lasciato Springsteen molto colpito, spingendolo a elogiare il giovane attore.
In un’intervista a SiriusXM, Springsteen ha definito “un po’ strano” vedere qualcuno interpretare la propria vita, ma ha spiegato che il disagio iniziale è presto svanito grazie alla bravura di White: “Inizialmente è un po’ strano vedere qualcuno interpretarti, ma poi è una sensazione che passa davvero in fretta. Jeremy è un attore talmente incredibile. Mi interpreta in un modo che penso i fan riconosceranno profondamente e ha semplicemente compiuto un lavoro grandioso. Mi sono davvero divertito sul set”.
Non solo la recitazione ha impressionato Springsteen: White canta personalmente nel film, dimostrando di essere all’altezza anche dal punto di vista musicale. “Lui canta davvero bene”, ha aggiunto il Boss, sottolineando anche la qualità dell’intero cast, che comprende attori come Jeremy Strong, Gaby Hoffman, Odessa Young, Paul Walter Hauser, David Krumholtz, Stephen Graham e Marc Maron.
Jeremy Allen White, dal canto suo, ha spiegato di essersi preparato con grande impegno per il ruolo. Prima di iniziare le riprese, ha avuto l’opportunità di confrontarsi direttamente con Springsteen, scambiando e-mail e incontrandolo durante un concerto al Wembley Stadium. Questo confronto ha permesso all’attore di comprendere meglio la personalità complessa del musicista e di calarsi a fondo nella parte.
Basato sul libro scritto da Warren Zanes, Deliver Me From Nowhere racconterà le difficoltà e le ispirazioni che hanno portato Bruce Springsteen a creare Nebraska, un album profondamente personale e diverso dai suoi precedenti lavori. Con un regista esperto come Scott Cooper, già autore di film acclamati come Out of the Furnace e Hostiles, e un cast di primo livello, il progetto si preannuncia come uno dei film biografici più attesi del prossimo anno.
Springsteen ha concluso l’intervista esprimendo la sua soddisfazione per il modo in cui il progetto sta prendendo forma: “È davvero entusiasmante vedere la mia storia raccontata in questo modo. Il cast è stato scelto con grande cura e penso che il risultato finale piacerà ai fan”.
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Musica
“Becoming Led Zeppelin”: il docufilm ufficiale sulla band leggendaria arriva nei cinema italiani
Dal 27 febbraio al 5 marzo, i cinema italiani ospiteranno l’evento speciale Becoming Led Zeppelin, il primo docufilm ufficiale sulla leggendaria rock band britannica. Un’opportunità unica per immergersi nella storia dei Led Zeppelin, esplorando le origini e l’evoluzione di uno dei gruppi più influenti della musica rock.
Il film, diretto dal pluripremiato Bernard MacMahon (American Epic), è una cronaca affascinante che racconta la formazione dei Led Zeppelin attraverso interviste, immagini rare e materiali inediti. Tra foto e video rimasterizzati mai visti prima, Becoming Led Zeppelin offre uno sguardo intimo e autentico sul percorso che ha portato alla creazione di una delle band più iconiche di tutti i tempi.
Abbiamo avuto la possibilità di visionare in anteprima il docufilm e possiamo affermare con certezza che sarà un ottimo punto di partenza per chiunque voglia avvicinarsi alla musica e al mito dei Led Zeppelin. Non solo i fan di vecchia data, ma anche chi è curioso di scoprire l’origine di una delle formazioni rock più amate al mondo, troverà nel film una panoramica avvincente e ricca di emozioni.
Becoming Led Zeppelin è scritto da Bernard MacMahon insieme alla produttrice Allison McGourty, nominata ai BAFTA®, ed è prodotto da McGourty e Paradise Pictures in associazione con Big Beach. La pellicola vanta un montaggio curato da Dan Gitlin e una supervisione del suono di Nick Bergh. Il restauro del suono è stato affidato a Peter Henderson, vincitore del Grammy® Award, con ricerche d’archivio a cura di Kate Griffiths e Rich Remsberg.
Un’occasione imperdibile per tutti gli appassionati di musica e per chi vuole scoprire le radici della leggendaria band che ha cambiato il panorama musicale mondiale.
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Musica
Mogol critica Giorgia “Le offro un corso gratuito”. Malgioglio e Scanu in difesa della cantante
Durante un’intervista radiofonica, Mogol ha espresso il suo punto di vista sul Festival di Sanremo 2025: “Non mi piace giudicare le canzoni degli altri. Io sono autore, non critico. Non voglio esprimermi, non mi piace dire una cosa e far del male a qualcuno. Non è il mio mestiere”. Tuttavia, poco dopo ha rivolto un commento critico a Giorgia, classificatasi sesta: “A lei offrirei volentieri, gratuitamente, un corso da noi. Ha una voce fantastica, ma canta come si cantava trent’anni fa, usa troppo la voce. Che, per carità, è bellissima, ma la usa come si faceva in passato. La voce deve essere credibile per quello che dice, è la credibilità che riesce a emozionare”.
Mogol e il Festival di Sanremo
Quando gli è stato chiesto se gli sarebbe piaciuto ricoprire il ruolo di direttore artistico del Festival di Sanremo, Mogol ha risposto categoricamente: “No, no, non me lo hanno chiesto. Io faccio l’autore e non voglio dirigere nessuno. Non mi interessa, a me interessa scrivere canzoni belle, testi che parlano della vita”. Inoltre, ha rivelato di non aver seguito la kermesse: “Ho visto la partita della Juve. Però ho sentito una canzone molto bella, quella di Cristicchi. Toccante. So chi ha vinto, uno molto giovane, ma non ho avuto occasione di sentire il brano”.
La reazione di Cristiano Malgioglio
Le parole di Mogol hanno suscitato l’immediata reazione di Cristiano Malgioglio, che è intervenuto telefonicamente a “Storie Italiane” per difendere Giorgia: “Oggi sono molto nervoso per quello che ha detto Mogol su Giorgia. Il signor Mogol dovrebbe andare a scuola da lei, perché non ha una voce, ha uno strumento. È la più grande cantante della sua generazione, oggi non c’è una voce come la sua”. Ha poi aggiunto: “A seconda della canzone che uno canta, la voce cambia completamente. Quei virtuosismi che riesce a fare sono un’emozione enorme, ce ne fossero di voci così. Dire che Giorgia è antica? Non ci sto. Guai a chi mi tocca lei e i miei cantanti preferiti. Non è giusto e non capisco perché abbia detto questo”.
L’affondo di Valerio Scanu
Anche Valerio Scanu ha voluto commentare le parole di Mogol, ospite in un programma televisivo: “Nel 2025 saper cantare è una colpa. Sicuramente i manager di Mogol dovrebbero consigliargli meglio. Se dici una castroneria del genere poi diventi poco credibile. Come si fa a dire che Giorgia canta come cantava trent’anni fa? Canta bene come cantava trent’anni fa. Non mi sembra una voce antica. E poi vuole offrirle un corso nella sua scuola? Ma dai”.
La polemica sulle dichiarazioni di Mogol continua a infiammare il dibattito nel mondo della musica, con molti che si schierano a difesa di Giorgia, ritenendola una delle più grandi voci italiane contemporanee.
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Musica
Sanremo, Conti “Con Amadeus ci sentiamo, non c’è competizione”
Con Amadeus “siamo in ottimi rapporti, ci siamo sentiti come facevo io quando faceva lui il Festival, ci siamo fatti un in bocca al lupo” e “non c’è competizione tra noi”. Lo ha detto Carlo Conti a “Cinque minuti” in onda su Raiuno. Sulla vittoria di Olly, ammette: “Sono rimasto sorpreso dalle prime cinque posizioni, era tanto tempo che non c’erano tre cantautori. E’ un bel verdetto” ed “è stato un bel Festival, una bella sorpresa per tutti”. Conti è stato definito il ‘normalizzatorè. “La normalità forse dà fastidio”, magari “è la vera rivoluzione. Non credo di aver normalizzato niente, credo di aver fatto un Festival di Sanremo con delle buone canzoni. Spero che il tempo lo ce lo dirà”, ha aggiunto. E sulle posizioni più basse in classifica dei veterani come Massimo Ranieri e Marcella Bella: “Cambiano i tempi, le mode e le curiosità, credo che faccia parte dell’evoluzione del Festival”.
Dopo le polemiche per il mancato piazzamento di Giorgia e Achille Lauro nei primi cinque classificati al Festival di Sanremo, il prossimo anno confermerà lo stesso criterio tra le diverse componenti della giuria? “Penso di sì, le polemiche sulle giurie e sulle votazioni” sono sempre esistite “perchè è Sanremo che fa discutere, sarà il tempo che ci dirà quali sono le canzoni” che resteranno. E’ difficile che possano togliere Sanremo alla Rai con questi risultati? “Non dipende da quello, dipende da altro ma credo che sia impensabile per tutti un Sanremo non in RAI”, ma “nella vita mai dire mai”.
– Foto IPA Agency –
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