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Attualità

Da Iren il primo impianto europeo per il recupero di metalli preziosi

ADN24

TERRANUOVA BRACCIOLINI (AREZZO) (ITALPRESS) – Il Gruppo Iren ha presentato oggi in Toscana il primo impianto per il trattamento delle schede elettroniche provenienti dai rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche, avviando un nuovo e innovativo modello di economia circolare a filiera corta.
L’evento di inaugurazione si è svolto alla presenza del Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin, del Presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, dell’Assessora all’Ambiente della Regione Toscana Monia Monni, del Sindaco di Terranuova Bracciolini Sergio Chienni, del Presidente di Iren Luca Dal Fabbro e dell’Amministratore Delegato di Iren Ambiente (società controllata dal Gruppo Iren) Eugenio Bertolini.
Il sito, che si estende su una superficie di circa 2.400 mq, rappresenta un unicum a livello nazionale, in un Paese in cui solo il 30% dei rifiuti elettronici viene recuperato correttamente.
L’impianto, realizzato da Valdarno Ambiente, società del Gruppo Iren, consentirà l’estrazione, la selezione e il recupero di metalli quali oro, argento, palladio e rame, presenti all’interno di schede elettroniche di piccoli elettrodomestici e dispositivi elettronici. A caratterizzare la tecnologia dell’impianto è un processo innovativo di disassemblaggio meccanico e trattamento idrometallurgico appositamente progettati, capaci di estrarre i metalli non nobili per isolare e recuperare così i metalli preziosi e le materie prime critiche. Questi materiali, inoltre, saranno tracciati e certificati tramite blockchain.
La capacità di trattamento della struttura è pari a oltre 300 tonnellate di schede elettroniche all’anno, che permetterà un recupero medio minimo settimanale di circa 1 kg di oro, 2 kg di argento, 0,5 kg di palladio, 500 kg di rame metallico puro e tra i 600 e 700 kg di rame in polvere, arrivando quindi a quasi 200 kg di metalli preziosi e 57 tonnellate di rame all’anno.
Oggi oltre il 90% delle schede elettroniche recuperate in Italia è destinato all’esportazione, pertanto il nuovo impianto del Gruppo Iren si colloca in una innovativa direzione di circolarità e prossimità territoriale; infatti oltre a contribuire allo sviluppo economico dell’area, le attività del Gruppo potranno favorire sinergie con l’importante distretto orafo aretino, che potrà utilizzare le materie recuperate senza alcuna ulteriore lavorazione.
Sotto l’aspetto ambientale, l’impianto, che detiene già l’autorizzazione per i requisiti End of Waste, rappresenta dunque una vera best practice per la transizione ecologica: il trattamento dei RAEE che verrà applicato permette infatti di ridurre il consumo energetico e di produrre una quantità di CO2 di almeno tre volte inferiore a quella prodotta nei processi estrattivi tradizionali. Non sono inoltre previsti scarichi idrici di acque industriali: l’acqua usata verrà trattata e quasi totalmente riutilizzata nello stabilimento, mentre le emissioni in atmosfera saranno controllate tramite sistemi di filtrazione e depurazione.
“Con questo impianto di recupero di metalli preziosi, il Gruppo Iren introduce in Italia un nuovo paradigma di sostenibilità che siamo convinti possa aiutare il nostro Paese a ritagliarsi un ruolo di indipendenza e competitività nel panorama internazionale – ha dichiarato Luca Dal Fabbro, Presidente di Iren -. Questo traguardo, raggiunto grazie alla vicinanza e supporto degli enti nazionali e locali, risponde agli obiettivi delineati dalla strategia industriale, che individua i suoi pilastri negli investimenti sostenibili e nella creazione di valore per il territorio. In questo senso, la scelta di puntare su quest’area per un impianto di trattamento dei metalli preziosi permette di valorizzare le specificità del Valdarno e del suo tessuto economico e conferma come la Toscana sia per Iren un territorio strategico dove investire, anche attraverso la realizzazione di impianti innovativi come questo. Va ricordato infatti come lo sviluppo dell’economia circolare sia il perno del percorso di transizione ecologica nazionale. Iren, con il proprio impegno nella ricerca sulle materie prime critiche profuso attraverso la realizzazione di studi e l’hub RigeneRARE, diventa sempre più protagonista in questa sfida”.
La struttura dispone di aree di stoccaggio e un laboratorio chimico che, attraverso analisi spettroscopiche, misurerà la qualità delle schede elettroniche da trattare, quella dei prodotti intermedi e dei metalli riciclati. Nella prima fase di separazione termo-meccanica, le schede elettroniche vengono riscaldate fino a 220 °C per facilitare il distacco dei vari componenti. Questi vengono poi ulteriormente separati per dimensione e infine triturati. Il secondo processo riguarda il recupero e l’affinazione chimica dei metalli, dove i componenti elettronici triturati passano attraverso due fasi importanti.
L’impianto lavora 1 ton di schede elettroniche per volta, per cui è possibile certificare le quantità di metalli estratte puntualmente superando le modalità di campionamento utilizzate negli impianti di incenerimento tradizionali.
Nella prima fase di Leaching (Lisciviazione) attraverso una reazione chimica con due diverse soluzioni acide, vengono estratti i metalli non nobili come ferro, piombo, stagno, alluminio e rame.
I primi vengono smaltiti, mentre il rame viene ulteriormente lavorato per diventare idoneo al riutilizzo.
Nella seconda fase di Leaching i componenti triturati vengono trasferiti in sei reattori, dove entrano in contatto con soluzioni acide specifiche per estrarre argento, oro e palladio. Il rame viene purificato tramite un processo elettrolitico, l’argento viene trasformato in cloruro di argento e poi fuso in lingotti, mentre l’oro viene purificato e trasformato in lingotti 24 carati. Infine il palladio viene recuperato sotto forma di sale disciolto in una soluzione liquida.

– foto ufficio stampa Iren –
(ITALPRESS).

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Per il Papa lieve miglioramento, rientrata l’insufficienza renale. Nella notte ha dormito bene

Secondo quanto reso noto dalla sala stampa della Santa Sede, il Papa nella notte ha dormito bene e ora sta riposando. “Le condizioni cliniche del Santo Padre nelle ultime 24 ore hanno mostrato un ulteriore, lieve miglioramento. La lieve insufficienza renale riscontrata nei giorni scorsi è rientrata. La TAC torace, eseguita ieri sera, ha evidenziato una normale evoluzione del quadro flogistico polmonare”, si legge nel bollettino della Sala Stampa Vaticana diramato il 26 febbraio. Papa Francesco è ricoverato dal 14 febbraio al Policlinico Gemelli.
“Gli esami ematochimici ed emacrocitometrici della giornata odierna hanno confermato il miglioramento di ieri – prosegue il bollettino -. Il Santo Padre continua l’ossigenoterapia ad alti flussi; anche oggi non ha presentato crisi respiratorie asmatiformi. Continua la fisioterapia respiratoria. Pur registrando un lieve miglioramento, la prognosi rimane riservata. Nel corso della mattina il Santo Padre ha ricevuto l’Eucarestia. Il pomeriggio è stato dedicato alle attività lavorative”.

– Foto IPA Agency –

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Politiche e progetti a favore delle famiglie: evento su gravidanza e benessere infantile

 
La Città di Orbassano, insieme agli specialisti dell’ASL TO3 e con la partecipazione di diverse realtà locali, prosegue con le serate dedicate alla salute, al benessere e alla prevenzione. Il prossimo appuntamento, in programma domani mercoledì 26 febbraio, si concentrerà su un tema fondamentale: “Gravidanza e primi 1000 giorni di vita: politiche per la famiglia, agevolazioni fiscali, servizi e iniziative a favore dei neonati e delle neomamme”.

L’evento, che si terrà alle ore 20.45 presso la Sala Oliviero del Municipio Storico di Orbassano (Piazza Umberto I, n. 5), avrà come moderatrice la Dott.ssa Stefania Mana. Gli esperti e i relatori saranno chiamati a fare luce su una serie di tematiche di grande importanza per i genitori e le famiglie, affrontando questioni legate alla salute materna, benefici fiscali, progetti di supporto per la genitorialità, e le iniziative locali rivolte ai più piccoli.

Interverranno:

  • Cinzia Maria Bosso, Sindaco della Città di Orbassano
  • Norma Gigliotti, Responsabile Aree Minori – Adulti e Famiglie CIdiS
  • Tamara Lupo, Ostetrica SSD Attività Consultoriali Distretto Area Metropolitana Sud ASL TO3
  • Susanna Donzino, Infermiera pediatrica SSD Attività Consultoriali Distretto Area Metropolitana Sud ASL TO3
  • Natascia Riccetti, Infermiera S.C. Nefrologia e Dialisi, CAL Orbassano, ASL TO3
  • Daniela Servetti, CAF Italia Orbassano

L’ingresso all’evento è libero e aperto a tutti. Un’opportunità unica per scoprire le risorse e i servizi disponibili per le famiglie, in un clima di supporto e condivisione.

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1 italiano su 2 sogna di evadere dagli stress quotidiani

Ogni giorno, milioni di italiani sentono il bisogno di staccare da situazioni fastidiose. Dal commento inopportuno di un parente allo spoiler sulla serie preferita, fino alle interminabili video-call, ci sono momenti in cui l’unica via di salvezza sembra essere una pausa tutta per sè.
La ricerca “Le evasioni quotidiane degli italiani”, realizzata da AstraRicerche per conto di McDonald’s, indaga le interferenze più diffuse e le modalità di evasione più curiose.
L’occasione è il lancio di McCrunchy Chicken, il panino che entra a far parte stabilmente dell’offerta di McDonald’s Italia.
Quattro italiani su dieci desiderano ogni giorno, o quasi, evadere dalle situazioni fastidiose: sono, in particolare, gli uomini più giovani (47% Millennials e 46% GenZ), le donne di diverse età (43% GenZ e 43% GenX) e i single (45%).
Quasi sempre, le situazioni in cui emerge il desiderio di evasione avvengono di persona (95,3%).
Certo, anche WhatsApp e le chat social possono essere fonte di disagio (80%), specialmente per i giovani della GenZ. Segue anche la modalità video-call (Teams, Google Meet…) per il 64,9% degli intervistati.
Cosa si fa quando ci si trova in queste circostanze? C’è chi prova a cambiare la situazione, chi sopporta in silenzio, chi chiede di smettere, ma un quarto degli italiani sceglie, invece, di “evadere”. E sono soprattutto le donne più giovani Gen Z (33%) e le Baby Boomers (33%) a farlo.
Le situazioni più ricorrenti da cui si vuole “fuggire”: ecco la classifica. L’intramontabile “ti trovo ingrassato/dimagrito, sicuro di star bene?” detto dal parente inopportuno (31,2%); il vicino di casa pedante e verboso che ti “prende in ostaggio” per analizzare la posizione delle fioriere del terzo piano (28%); il capo o il collega che propone video-call che durano più di un colossal (20,3%); dover cercare la risposta giusta ad un “quando ti laurei?” (19,0%) o, peggio ancora, ad un “quando ti sposi?” (17,6%); gli spoiler micidiali sul finale della serie tv preferita (15,9%); le domande accendi-ansia: “come va con il tuo partner?” (13,5%) o “ti sei preparato bene per l’esame?” (13,2%).
C’è chi evade pensando ad altro (38,2%), chi inizia a fare altro (27,3%) e chi si allontana dall’interferenza (23,4%) rilassandosi sul divano guardando una serie tv oppure facendo una passeggiata. Ma la grande maggioranza degli italiani trova un momento di piccola evasione mangiando qualcosa di buono, che rilassa, dà gioia: il 62,6% sceglie questa modalità di evasione almeno 1-2 volte alla settimana.
Oltre la metà degli intervistati (69,5%) concorda nell’affermare che “mangiare un panino” rappresenta una piccola e appagante evasione. Il primo aspetto che regala un momento di evasione è, senza dubbio, il gusto (72,4%). Ma un quarto del campione dichiara che la sensazione di croccantezza e il suo profumo sono fondamentali per rendere questa esperienza di evasione più soddisfacente. E’, infatti, noto che la texture di un alimento influisce significativamente sul suo gradimento, in particolare, la croccantezza, essendo associata ad un suono che si amplifica nel momento dell’assaggio stimolando tutti i sensi.

– foto ufficio stampa McDonald’s –
L’evento di lancio di McCrunchy Chicken è stato moderato da Marco Cartasegna, founder di Torcha, con gli interventi di Valeria Casani, Chief Marketing Officer di McDonald’s Italia, Simona Mastrantuono, ricercatrice AstraRicerche, Vincenzo Russo, Fondatore e Coordinatore del Centro di Ricerca di Neuromarketing dell’Università IULM.
(ITALPRESS).

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