Attualità
Amcham Italy, Meloni “Italia e Usa uniti da alleanza molto forte”
MILANO (ITALPRESS) – “Ringrazio Amcham Italy per aver promosso anche quest’anno la cerimonia di consegna dei Transatlantic Awards, il premio che la vostra organizzazione consegna alle aziende italiane e americane che hanno contribuito a rendere più forte e più solida la collaborazione economica tra Italia e Stati Uniti. Le nostre nazioni sono unite da un’alleanza molto forte, da valori comuni, da una profonda e storica amicizia”. Lo ha detto il presidente del Consiglio dei Ministri, Giorgia Meloni, in un videomessaggio in occasione del Gala Dinner per il XVIII Transatlantic Award che si terrà questa sera nei locali di “Studio 90 East End Studios” di via Mecenate 90, a Milano, e vedrà la partecipazione dei rappresentanti di numerose aziende alla presenza dei presidenti onorari di AmCham Italy, l’ambasciatore degli Stati Uniti d’America per l’Italia e San Marino Jack Markell e l’ambasciatore d’Italia per gli Stati Uniti d’America Mariangela Zappia, del vice presidente del Consiglio e ministro per le Infrastrutture e trasporti, Matteo Salvini, e del ministro per le riforme istituzionali e la semplificazione normativa, Maria Elisabetta Casellati.
“Le relazioni economiche e commerciali tra Italia e Stati Uniti – ha proseguito Meloni – offrono grandi soddisfazioni a entrambe le nazioni. Gli Stati Uniti rappresentano il primo partner commerciale dell’Italia fuori dell’Unione Europea, oltre che il secondo mercato di destinazione dell’export italiano nel mondo. Sono numeri molto positivi che ci dicono sostanzialmente due cose: che ci sono margini per fare ancora di più e che c’è un potenziale ancora inespresso. Dobbiamo costruire nuove sinergie, rendere i nostri sistemi produttivi e industriali ancora più interconnessi e coesi. E’ una strategia win-win – ha concluso il presidente del Consiglio – che può contribuire a consolidare e a rendere ancora più forte la storica amicizia tra le nostre nazioni”.
All’indomani dell’elezione del nuovo presidente USA, Donald Trump, e in attesa del suo insediamento alla Casa Bianca, il 2025 si rivela infatti fondamentale per l’economia e i rapporti transatlantici, con la nuova Amministrazione che saprà dare nuova linfa alla storica amicizia tra Italia e Stati Uniti, fondata su valori comuni e sull’impegno condiviso nel sostenere i diritti civili e i principi della democrazia.
Nel corso della serata, che ha ricevuto per questa edizione la Medaglia del Presidente della Repubblica, verranno premiate le realtà che quest’anno si sono distinte nell’alimentare le relazioni economico-commerciali tra i due Paesi: AC Milan, Lilly Italia, Enovis, Microsoft, Musixmatch, Mutti, Poggipolini, Sofidel, Università degli Studi Link. Si tratta di otto aziende e un ateneo che, con il proprio agire, hanno consolidato quei ponti su cui passa l’amore per la libertà e la democrazia che contraddistingue sia l’Italia che gli Stati Uniti.
A fare gli onori di casa e ad attribuire i riconoscimenti saranno il presidente di AmCham Italy, Stefano Lucchini, e il managing director di AmCham Italy, Simone Crolla.
“L’anno che ci attende – dichiara il presidente Lucchini – sarà certamente fondamentale per l’economia e i rapporti transatlantici, con la nuova Amministrazione che saprà dare nuova linfa alla storica amicizia tra Italia e Stati Uniti, fondata su valori imprescindibili e sull’impegno condiviso nel sostenere i diritti civili e i principi della democrazia. Questa sera onoreremo otto aziende e un ateneo che, con il proprio agire, hanno consolidato quei ponti su cui passa l’amore per la libertà e la democrazia che contraddistingue i nostri due Paesi. Nei tempi difficili che stiamo vivendo, il nostro dovere è quello di favorire il moltiplicarsi di questi scambi, capaci di portare crescita, benessere e attenzione alla persona. Per questo motivo – conclude Lucchini – sono grato nei confronti della Presidenza della Repubblica per aver destinato all’edizione del nostro Gala di quest’anno la medaglia del Presidente della Repubblica quale premio di rappresentanza del Capo dello Stato, Sergio Mattarella”.
– Foto Agenzia Fotogramma –
(ITALPRESS).
Attualità
Libera compie 30 anni, numero speciale de lavialibera
– Libera compie 30 anni ed esce un numero speciale de lavialibera, periodico di Libera e Gruppo Abele, dedicato all’anniversario dell’associazione antimafia.
“Il 25 marzo 1995 nasce Libera con una campagna per la raccolta di firme in calce al disegno di legge di iniziativa popolare per il riutilizzo a fini sociali dei beni confiscati alle mafie – si legge in una nota -. Libera compie trent’anni, trent’anni di un lungo cammino dove sin dall’inizio ci siamo dati un orizzonte d’impegno vasto, scegliendo di appellarci al bene più prezioso, quello da cui dipendono tutti gli altri: la libertà. Libertà dalle mafie, certo. Dalla corruzione, dall’illegalità e dal malaffare”.
“Tra conquiste e nuove sfide, è tempo di muoversi”, è il titolo del numero speciale de lavialibera, periodico di Libera che nasce trent’anni fa, come rete di associazioni, prima realtà nazionale dichiaratamente schierata contro la criminalità organizzata in un clima politico e sociale rovente. Dal 1995 molto è cambiato: le mafie non uccidono (quasi) più, si sono evolute, sono meno riconoscibili e grazie alle moderne tecnologie e a una conoscenza accurata dei sistemi finanziari, tessono alleanze più articolate che in passato. Le bombe non esplodono, ma le persone continuano a subire il potere mafioso. Ciò che sembra mancare è però la forza e la voglia di reagire. “Vediamo prevalere una forma pericolosissima di rassegnazione – spiega Luigi Ciotti nel suo editoriale -. Se i boss sono forti quanto prima e sanno cogliere ancora meglio le opportunità di guadagno; se una parte della politica, dell’imprenditoria e dell’amministrazione pubblica è così sensibile alle lusinghe del denaro sporco, allora significa che questo marcio che abbiamo intorno non si può rimuovere, e tanto vale guardare oltre. Il crimine organizzato sembra insomma diventato, agli occhi di molti cittadini e cittadine, un crimine “normalizzato”. E a chi ci dice che tanto le cose non cambieranno, rispondiamo che senza il grande impegno di molti per arginare il malaffare, oggi i parametri dell’illegalità e dell’ingiustizia nel nostro Paese sarebbero ancora peggiori. In questi trent’anni abbiamo saputo cambiare, senza mai perdere di vista la nostra missione originaria: rendere l’Italia un paese libero dalle ingiustizie”.
E allora, come scrive Rosy Bindi, “se vogliamo combattere le mafie che uccidono meno e corrompono di più dobbiamo risvegliare quelle coscienze addormentate e indifferenti e, magari, disponibili a intessere rapporti con il potere mafioso non tanto per paura, ma per convenienza. Forse è più difficile di prima, ma adesso abbiamo trent’anni e siamo maturi per sostenere battaglie più impegnative”.
Nel suo editoriale, la direttrice de lavialibera Elena Ciccarello scrive: “Libera compie trent’anni e lo fa in un momento particolarmente delicato per l’Italia, l’Europa e il resto del mondo. Soffiano venti di revisionismo storico, si stringe la morsa repressiva, prende forma l’attacco ai presidi democratici, sono annunciate alleanze oscure e paci ingiuste. Il sentimento più diffuso tra chi non è già salito sul carro dei vincitori è di sconforto, spesso accompagnato da preoccupazione per ciò che accade e che potrebbe ancora accadere. Eppure, la storia ci insegna che il passato è stato, prima di tutto, un presente fatto di scelte, complicità, attendismi e disobbedienze. Sta a ciascuno di noi decidere da che parte stare”.
Ogni anniversario è l’occasione per ripercorrere i momenti più importanti di una storia intensa: dalle riunioni a Roma per decidere il nome e scrivere lo statuto alle prime conquiste, alle battaglie di oggi. Tra le conquiste entrate ormai nella storia: la Giornata nazionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie e la legge per l’uso sociale dei beni confiscati alla criminalità organizzata, ottenuta grazie a una mobilitazione senza precedenti. Senza dimenticare il radicamento territoriale con 20 coordinamenti regionali, 75 provinciali e 295 presidi territoriali e con una presenza in Europa, America Latina e Africa.
Per Nando dalla Chiesa dietro alla nascita di Libera c’è “una miscela irripetibile” e “l’elemento che la rende di granito è proprio costituito dal sentimento collettivo dei familiari, che don Luigi Ciotti ha saputo interpretare in modo magistrale”. Riguardo ai beni sottratti ai mafiosi, Gian Carlo Caselli scrive che oggi “le terre confiscate possono essere assegnate a cooperative di giovani che, lavorandole, realizzano un antimafia che paga in termini di dignità e libertà dalla mafia: il modo più efficace per coinvolgere la società civile in un effettivo impegno antimafia”. Le conquiste del passato sono linfa per le battaglie del futuro. Dalla lotta alla corruzione al contrasto ai crimini dei potenti e dei colletti bianchi. E ancora, la richiesta di trasparenza negli affari pubblici, possibile attraverso il monitoraggio civico. Sul fronte della criminalità organizzata, l’obiettivo primario è ottenere una legge per tutelare madri e i minori che, attraverso il progetto Liberi di scegliere, decidono di allontanarsi dai contesti mafiosi e ricominciare altrove una nuova vita. Come spiega Francesca Rispoli, che affianca Luigi Ciotti alla presidenza di Libera, “è fondamentale un approccio sistemico, che tenga insieme il fronte repressivo con quello preventivo e riconosca il ruolo della cittadinanza come agente lievitante di cambiamento”. Un’azione che valichi i confini nazionali, come dimostra l’attività di Libera internazionale, che sostiene le associazioni impegnate nella difesa dei diritti umani e ambientali, promuove l’uso sociale dei beni confiscati e denuncia la violenza delle mafie a tutte le latitudini.
– foto Ipa agency –
(ITALPRESS).
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Attualità
Ucraina, Tajani “Riflettere su presenza militare europea”
“Credo che prima di parlare di presenza militare europea in Ucraina, bisognerà riflettere molto attentamente”. Lo ha detto il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, in un punto stampa a margine degli incontri nell’ambito della sua visita ufficiale in Algeria. “Noi siamo volenterosi per costruire un’Europa più forte, più unita che sia protagonista di relazioni transatlantiche. Io ho sempre detto che sarebbe meglio, finita la guerra, dar vita magari a una zona cuscinetto dove possa esserci una presenza militare sotto l’egida delle Nazioni Unite con una decisione del Consiglio di sicurezza dell’Onu proprio per garantire una pace giusta e duratura”, ha detto il ministro.
Secondo Tajani è “ancora prematuro” parlare di un mese di tregua in Ucraina come proposto dal presidente francese Emmanuel Macron. “Credo che tutto debba essere fatto insieme: Europa e Stati Uniti devono sedersi a un tavolo con Ucraina e Russia per arrivare a una pace giusta e soprattutto duratura, quindi è ancora prematuro vedere cosa fare e come fare. Serve intanto che l’Europa sia unita per garantire l’indipendenza dell’Ucraina”, ha spiegato il ministro.
(ITALPRESS).
-Foto: Ipa Agency-
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Attualità
Ucraina, Meloni “Non manderemo soldati italiani”
Al vertice di Londra ho espresso la mia perplessità sulla proposta franco-britannica di invio dei soldati europei: secondo me è molto complessa nella realizzazione e non sono convinta dell’efficacia. E’ la ragione per la quale abbiamo detto che non manderemo i soldati italiani, ma sicuramente è un momento nel quale tutti coloro che fanno delle proposte stanno facendo una cosa utile, nel tentativo di cercare una soluzione”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, a “XXI Secolo” su Raiuno.
“Al di là di quello che può sembrare, i toni danno l’impressione che le posizioni siamo molto distanti, ma in realtà non lo sono, perchè l’obiettivo è condiviso: portare in Ucraina una pace giusta, stabile, duratura e definitiva, che preveda garanzie di sicurezza. Questo serve all’Ucraina, ai Paesi europei – particolarmente a quelli che si sentono minacciati dalla Russia – e serve a Trump, che è un leader forte e che chiaramente non può permettersi di siglare un accordo che qualcuno domani potrebbe violare”, ha sottolineato Meloni.
“Sicuramente il momento non è facile per nessuno, sono decisioni che non si prendono con leggerezza. Prima di fare una scelta bisogna ponderarla, bisogna mantenere la calma e cercare di ragionare nel modo più lucido possibile, guardando sempre all’obiettivo. Per me la priorità è sempre difendere l’interesse nazionale e credo che sia nell’interesse nazionale evitare qualsiasi possibile frattura all’interno dell’Occidente, perchè le divisioni ci renderebbero solamente più deboli – ha detto ancora la premier -. Questa è la ragione per la quale ho chiesto un incontro, per parlare in modo franco su come si vuole affrontare questa questione specifica ma, in generale, le grandi sfide che l’Europa e l’Occidente hanno di fronte”.
– Foto IPA Agency –
(ITALPRESS).
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