Tecnologia
L’intelligenza artificiale e il suo impatto globale: l’approccio di meta spiegato da Naila Murray
Naila Murray, a capo del Fair (Fundamental AI Research) di Meta, è una delle figure chiave nella ricerca sull’intelligenza artificiale. Il suo centro di ricerca si dedica a esplorare sia le tecnologie emergenti che quelle consolidate nell’ambito dell’IA. Pur ricoprendo un ruolo di leadership all’interno di una delle aziende tecnologiche più influenti al mondo, Murray mantiene un forte legame con la ricerca di base, una passione che emerge chiaramente nel suo approccio e nelle sue parole.
Il suo discorso si concentra sulla necessità di sviluppare un’intelligenza artificiale che non solo sia avanzata e performante, ma che venga studiata e compresa a livello globale. Secondo Murray, l’intelligenza artificiale non può essere considerata un argomento riservato a pochi esperti: va studiata da tutti, e soprattutto in modo collettivo, per comprendere appieno il suo impatto e le sue potenzialità.
Meta, attraverso il lavoro del Fair, non solo si occupa di innovazioni nel campo delle IA generative, ma affronta anche questioni fondamentali legate all’etica, alla sicurezza e alla trasparenza nell’uso di queste tecnologie. La missione del centro è quella di garantire che le ricerche e i progressi nell’ambito dell’IA siano fruibili e comprensibili da tutti, con un occhio attento alla responsabilità sociale.
L’approccio di Meta, sotto la guida di Murray, riflette un modello di ricerca che non si limita alla mera sperimentazione tecnologica, ma si concentra anche su come queste tecnologie possano essere integrate in modo sostenibile e vantaggioso per la società. Questo include non solo il miglioramento delle capacità dei sistemi IA, ma anche lo studio degli effetti che queste innovazioni potrebbero avere sul lavoro, sull’economia e sulla vita quotidiana delle persone.
Uno degli aspetti centrali del lavoro di Murray è la fiducia nel fatto che la conoscenza sull’intelligenza artificiale debba essere accessibile a tutti, al fine di favorire una comprensione e un dialogo aperto sulle potenzialità e sui rischi di queste tecnologie. La sua posizione è che solo con una visione globale e inclusiva si potrà affrontare efficacemente il futuro dell’intelligenza artificiale e sfruttarne i benefici senza cadere in trappole etiche o di disuguaglianza.
In questo contesto, Murray sottolinea che la collaborazione tra ricercatori, istituzioni e imprese è cruciale per garantire che l’intelligenza artificiale non solo evolva in modo sano e giusto, ma che le sue applicazioni siano sviluppate con un alto grado di consapevolezza e responsabilità. Meta, quindi, non si limita a sviluppare IA di nuova generazione, ma contribuisce anche a creare un ecosistema di ricerca che incoraggi la partecipazione di tutti a questa rivoluzione tecnologica.
L’idea che l’intelligenza artificiale debba essere studiata in modo collettivo riflette una visione di lungo periodo, che cerca di preparare la società alle trasformazioni radicali che l’IA è destinata a portare. Questo approccio, in cui la ricerca viene condivisa e discussa apertamente, si pone come antidoto contro l’isolamento delle conoscenze e il rischio che queste tecnologie vengano usate senza una riflessione critica sul loro impatto.
Concludendo, l’approccio di Naila Murray alla ricerca sull’intelligenza artificiale è un invito a unire le forze di scienziati, imprenditori e cittadini per costruire una società più consapevole e informata rispetto alle opportunità e alle sfide che l’IA porta con sé.
Tecnologia
Innovazione, Barachini “Con l’intelligenza artificiale serve un approccio antropocentrico”
“L’intelligenza artificiale è uno strumento che sta cambiando le nostre vite, cambierà le nostre vite”. Lo ha detto il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’informazione e all’editoria, Alberto Barachini, a Napoli, a margine di Feuromed, il Festival Euromediterraneo dell’Economia.
“Ci saranno – ha proseguito Barachini – sviluppi positivi in moltissimi ambiti scientifici. Da un punto di vista editoriale e informativo, è sicuramente un’innovazione da regolare perché può indurre una modifica sostanziale del lavoro umano e anche, in qualche modo, una sostituzione. Quindi, bisogna cercare di far sì che questo strumento di innovazione aumenti le capacità distributive, anche le capacità di ricerca in un ambito editoriale, ma non sostituisca quella straordinaria esperienza, quella competenza, quel lavoro umano e quella responsabilità umana che deve sempre essere al centro del lavoro di chi fa informazione e giornalismo. L’uomo – ha concluso – deve essere al centro del nostro approccio di visione dell’utilizzo dell’Ai, è un approccio antropocentrico che ponga la responsabilità umana, la faccia di chi produce l’informazione e la sua responsabilità al centro del processo”.
– foto IPA Agency –
(ITALPRESS).
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Tecnologia
La Trasformazione Digitale degli Smart Plant: Efficienza, Sostenibilità e Competitività nell’Industria Manifatturiera
La trasformazione digitale sta rivoluzionando l’industria manifatturiera, con l’introduzione degli smart plant, impianti industriali intelligenti che, attraverso l’analisi dei dati e processi ottimizzati, permettono a macchine e operatori di prendere decisioni informate, migliorando l’efficienza e la competitività. Le fabbriche del futuro non sono più semplici luoghi di produzione, ma veri e propri ecosistemi connessi, dove l’intelligenza artificiale, l’automazione e la convergenza tra IT (Information Technology) e OT (Operational Technology) giocano un ruolo fondamentale. Questa integrazione consente un’ottimizzazione dei processi produttivi, portando vantaggi significativi anche in termini di sostenibilità ambientale e sicurezza sul lavoro.
Nonostante i vantaggi evidenti in termini di Overall Equipment Effectiveness (OEE) e flessibilità produttiva, molte aziende incontrano difficoltà nella transizione verso gli smart plant. Tra i principali ostacoli ci sono la disponibilità dei dati, l’integrazione tra IT e OT, e la gestione del cambiamento. Tuttavia, le nuove fabbriche digitali offrono un’opportunità unica per progettare l’efficienza fin dall’inizio e diffondere i benefici della smart manufacturing su scala globale. Le aziende che affrontano con successo queste sfide possono migliorare la loro competitività, ottimizzare i processi e massimizzare i risultati economici e ambientali.
Capgemini si posiziona come partner strategico per la trasformazione digitale dell’industria, fornendo soluzioni innovative che combinano processi di gestione snelli, tecnologie modulari intelligenti, analisi avanzata dei dati e automazione. Il suo approccio è altamente flessibile, adattandosi a diversi settori industriali, dalla produzione discreta all’industria di processo, garantendo vantaggi economici e operativi a lungo termine.
La trasformazione verso gli smart plant non riguarda solo il miglioramento delle performance aziendali, ma mira ad avere un impatto positivo sulla società e sull’ambiente. Le soluzioni proposte contribuiscono alla riduzione degli sprechi, all’ottimizzazione del consumo energetico e al miglioramento delle condizioni di lavoro. L’obiettivo è creare un modello di industria intelligente che coniughi efficienza, sostenibilità e benessere dei dipendenti. “La nostra offerta dedicata agli smart plant basati sui dati mira ad abilitare la totale connettività e intercomunicazione di dispositivi operativi, processi e infrastrutture,” afferma Giulio Lanza, Presales Director di Capgemini Engineering in Italia. “L’uso analitico dei dati raccolti consente a macchine e persone di prendere decisioni intelligenti, basate sui fatti, che si trasformano in attività autonome o azioni umane, aumentando l’efficienza delle prestazioni e la centralità del cliente. Creiamo valore per i nostri clienti trasformando le loro organizzazioni e implementando soluzioni che hanno un impatto positivo sull’ambiente e sulla società, assicurando al contempo benefici finanziari a lungo termine.”
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Tecnologia
L’Ue sospende i contatti con Huawei dopo l’indagine per corruzione
L’Unione Europea ha deciso di sospendere immediatamente tutti i contatti e gli incontri con Huawei, il colosso cinese delle telecomunicazioni, a seguito dell’apertura di un’indagine da parte della giustizia belga per sospetta corruzione legata alle attività di lobbying dell’azienda. La Commissione europea ha comunicato che tutti i dipartimenti dell’esecutivo e i team dei commissari saranno istruiti a non intrattenere ulteriori rapporti con Huawei fino a nuovo ordine.
La decisione arriva in un momento di crescente preoccupazione riguardo alle pratiche aziendali di Huawei e al suo coinvolgimento in attività di lobbying che potrebbero sollevare dubbi su potenziali conflitti di interesse e sulla sicurezza delle comunicazioni all’interno dell’Unione Europea. L’indagine in corso in Belgio sta gettando nuova luce sulle attività dell’azienda, che da tempo è al centro di controversie legate alla sicurezza delle infrastrutture di rete globali.
La sospensione dei contatti riflette una posizione di cautela da parte delle istituzioni europee, che continuano a monitorare attentamente la situazione e le implicazioni legali e geopolitiche che potrebbero derivarne.
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