Tecnologia
Gli enzimi come soluzioni innovative per la bonifica ambientale e industriale
Gli enzimi, potenti catalizzatori biologici, stanno emergendo come alleati fondamentali nel risanamento dell’ambiente, dalle acque reflue ai suoli contaminati. Con l’evoluzione delle biotecnologie, questi strumenti biologici si sono trasformati in risorse versatili, in grado di rispondere alle esigenze sia ambientali che industriali, contribuendo a ridurre l’impronta ecologica delle attività umane.
Frances Arnold, una delle figure più influenti in campo scientifico, ha recentemente posto l’accento sul potenziale degli enzimi nella bonifica ambientale, affermando che “la natura è la chimica più abile che esista”. Il suo approccio si concentra sul potenziamento della natura attraverso l’ingegnerizzazione di soluzioni più efficienti per risolvere i problemi legati agli inquinanti. Questo concetto trova applicazione concreta, ad esempio, nelle attività di biorisanamento, dove gli enzimi vengono impiegati per rimuovere contaminanti pericolosi da suolo, aria e acqua.
Il ruolo degli enzimi nel biorisanamento
Gli enzimi sono agenti biologici in grado di catalizzare reazioni chimiche, rendendole più rapide ed efficaci, senza alterarsi durante il processo. Laura Cipolla, docente di chimica organica applicata alle biotecnologie presso l’Università Bicocca di Milano, spiega che gli enzimi vengono utilizzati principalmente nel biorisanamento, un settore che si occupa della decontaminazione di ambienti naturali. Questi biocatalizzatori sono impiegati in numerose applicazioni industriali e ambientali, come il trattamento delle acque reflue, dove sono in grado di abbattere contaminanti organici, tra cui idrocarburi e sostanze tossiche.
Il mercato globale delle soluzioni per il trattamento delle acque è in continua espansione, con stime che indicano un valore di 600 miliardi di dollari, destinato a crescere nei prossimi anni grazie all’utilizzo sempre più diffuso degli enzimi. In particolare, le tecniche basate su enzimi microbici, come le laccasi e le perossidasi, vengono utilizzate per neutralizzare composti chimici pericolosi, incluso l’ammoniaca, i pesticidi e i metalli pesanti.
Tecnologie avanzate per la bonifica industriale
In Italia, l’attività di bonifica ambientale ha un valore di mercato che supera i tre miliardi di euro, con prospettive di forte crescita. Molti siti industriali, soprattutto nelle aree più inquinate, richiedono interventi urgenti per rimuovere sostanze dannose come i metalli pesanti, i coloranti sintetici e le plastiche. In questo contesto, la figura del biotecnologo industriale, che possiede le competenze per sfruttare le potenzialità degli enzimi, sta diventando sempre più indispensabile.
L’intervento di bonifica a Milano, ad esempio, presso un sito noto come la “Foresta della Goccia”, è un chiaro esempio di come gli enzimi possano essere utilizzati per trattare contaminazioni provenienti da attività industriali come la cromatura di metalli e il trattamento di pelli. Tatiana Stella, esperta in biotecnologie ambientali, sottolinea come l’impiego di biocatalizzatori come quelli derivati dalle piante e dai microrganismi stia portando a risultati promettenti nella decontaminazione dei terreni e delle acque, abbattendo sostanze pericolose come idrocarburi aromatici policiclici e coloranti industriali.
Un futuro più sostenibile grazie alle soluzioni naturali
Un altro esempio significativo viene da Cosimo Masini, CEO di Dnd Biotech di Pisa, che ha recentemente lavorato su un progetto di biorisanamento a livello internazionale. Il trattamento, applicato su acque sotterranee contaminate da trattamenti non idonei delle acque reflue, ha impiegato tecniche avanzate per potenziare il ciclo dell’azoto e ridurre la presenza di ammonio e nitrati. Grazie a soluzioni microbiche mirate, è stato possibile eliminare anche i coliformi, contaminanti patogeni presenti nelle acque.
In conclusione, l’impiego degli enzimi nel trattamento dei contaminanti ambientali non solo rappresenta una risposta efficace per migliorare la qualità dell’ambiente, ma si dimostra anche una strada percorribile per le industrie che vogliono ridurre la loro impronta ecologica e migliorare le loro pratiche sostenibili. Con l’adozione crescente di queste tecnologie, si apre la strada a un futuro in cui l’innovazione e la natura collaborano per preservare il nostro pianeta.
Tecnologia
Innovazione, Barachini “Con l’intelligenza artificiale serve un approccio antropocentrico”
“L’intelligenza artificiale è uno strumento che sta cambiando le nostre vite, cambierà le nostre vite”. Lo ha detto il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’informazione e all’editoria, Alberto Barachini, a Napoli, a margine di Feuromed, il Festival Euromediterraneo dell’Economia.
“Ci saranno – ha proseguito Barachini – sviluppi positivi in moltissimi ambiti scientifici. Da un punto di vista editoriale e informativo, è sicuramente un’innovazione da regolare perché può indurre una modifica sostanziale del lavoro umano e anche, in qualche modo, una sostituzione. Quindi, bisogna cercare di far sì che questo strumento di innovazione aumenti le capacità distributive, anche le capacità di ricerca in un ambito editoriale, ma non sostituisca quella straordinaria esperienza, quella competenza, quel lavoro umano e quella responsabilità umana che deve sempre essere al centro del lavoro di chi fa informazione e giornalismo. L’uomo – ha concluso – deve essere al centro del nostro approccio di visione dell’utilizzo dell’Ai, è un approccio antropocentrico che ponga la responsabilità umana, la faccia di chi produce l’informazione e la sua responsabilità al centro del processo”.
– foto IPA Agency –
(ITALPRESS).
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La Trasformazione Digitale degli Smart Plant: Efficienza, Sostenibilità e Competitività nell’Industria Manifatturiera
La trasformazione digitale sta rivoluzionando l’industria manifatturiera, con l’introduzione degli smart plant, impianti industriali intelligenti che, attraverso l’analisi dei dati e processi ottimizzati, permettono a macchine e operatori di prendere decisioni informate, migliorando l’efficienza e la competitività. Le fabbriche del futuro non sono più semplici luoghi di produzione, ma veri e propri ecosistemi connessi, dove l’intelligenza artificiale, l’automazione e la convergenza tra IT (Information Technology) e OT (Operational Technology) giocano un ruolo fondamentale. Questa integrazione consente un’ottimizzazione dei processi produttivi, portando vantaggi significativi anche in termini di sostenibilità ambientale e sicurezza sul lavoro.
Nonostante i vantaggi evidenti in termini di Overall Equipment Effectiveness (OEE) e flessibilità produttiva, molte aziende incontrano difficoltà nella transizione verso gli smart plant. Tra i principali ostacoli ci sono la disponibilità dei dati, l’integrazione tra IT e OT, e la gestione del cambiamento. Tuttavia, le nuove fabbriche digitali offrono un’opportunità unica per progettare l’efficienza fin dall’inizio e diffondere i benefici della smart manufacturing su scala globale. Le aziende che affrontano con successo queste sfide possono migliorare la loro competitività, ottimizzare i processi e massimizzare i risultati economici e ambientali.
Capgemini si posiziona come partner strategico per la trasformazione digitale dell’industria, fornendo soluzioni innovative che combinano processi di gestione snelli, tecnologie modulari intelligenti, analisi avanzata dei dati e automazione. Il suo approccio è altamente flessibile, adattandosi a diversi settori industriali, dalla produzione discreta all’industria di processo, garantendo vantaggi economici e operativi a lungo termine.
La trasformazione verso gli smart plant non riguarda solo il miglioramento delle performance aziendali, ma mira ad avere un impatto positivo sulla società e sull’ambiente. Le soluzioni proposte contribuiscono alla riduzione degli sprechi, all’ottimizzazione del consumo energetico e al miglioramento delle condizioni di lavoro. L’obiettivo è creare un modello di industria intelligente che coniughi efficienza, sostenibilità e benessere dei dipendenti. “La nostra offerta dedicata agli smart plant basati sui dati mira ad abilitare la totale connettività e intercomunicazione di dispositivi operativi, processi e infrastrutture,” afferma Giulio Lanza, Presales Director di Capgemini Engineering in Italia. “L’uso analitico dei dati raccolti consente a macchine e persone di prendere decisioni intelligenti, basate sui fatti, che si trasformano in attività autonome o azioni umane, aumentando l’efficienza delle prestazioni e la centralità del cliente. Creiamo valore per i nostri clienti trasformando le loro organizzazioni e implementando soluzioni che hanno un impatto positivo sull’ambiente e sulla società, assicurando al contempo benefici finanziari a lungo termine.”
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L’Ue sospende i contatti con Huawei dopo l’indagine per corruzione
L’Unione Europea ha deciso di sospendere immediatamente tutti i contatti e gli incontri con Huawei, il colosso cinese delle telecomunicazioni, a seguito dell’apertura di un’indagine da parte della giustizia belga per sospetta corruzione legata alle attività di lobbying dell’azienda. La Commissione europea ha comunicato che tutti i dipartimenti dell’esecutivo e i team dei commissari saranno istruiti a non intrattenere ulteriori rapporti con Huawei fino a nuovo ordine.
La decisione arriva in un momento di crescente preoccupazione riguardo alle pratiche aziendali di Huawei e al suo coinvolgimento in attività di lobbying che potrebbero sollevare dubbi su potenziali conflitti di interesse e sulla sicurezza delle comunicazioni all’interno dell’Unione Europea. L’indagine in corso in Belgio sta gettando nuova luce sulle attività dell’azienda, che da tempo è al centro di controversie legate alla sicurezza delle infrastrutture di rete globali.
La sospensione dei contatti riflette una posizione di cautela da parte delle istituzioni europee, che continuano a monitorare attentamente la situazione e le implicazioni legali e geopolitiche che potrebbero derivarne.
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