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Prosegue il Porte Aperte Federbeton, tanti i visitatori negli impianti

Un altro weekend di “Porte Aperte”, l’iniziativa promossa da Federbeton per avvicinare le comunità locali agli stabilimenti produttivi di cemento e calcestruzzo, si è concluso con successo. L’obiettivo dell’evento, riproposto dalla Federazione ogni anno, è far i materiali Made in Italy alla base delle costruzioni e dimostrare l’impegno della filiera del cemento nei confronti della decarbonizzazione.
Lo stabilimento Colacem di Sesto Campano, in provincia di Isernia, ha accolto circa 500 visitatori, tra studenti, cittadini, professionisti del settore e rappresentanti delle istituzioni. Accompagnati dai tecnici dell’azienda, i partecipanti hanno esplorato le diverse fasi del processo produttivo, inclusa la moderna control room, con un approfondimento sulle tecnologie di monitoraggio continuo, operative 24 ore su 24, che garantiscono la qualità dei prodotti e la massima tutela ambientale.

La giornata si è conclusa con un focus sul cemento, materiale indispensabile nella vita quotidiana, alla base di edifici e infrastrutture che migliorano la qualità della nostra esistenza, grazie alla sua affidabilità e versatilità.
Nell’ambito delle iniziative per la decarbonizzazione e la transizione ecologica, i visitatori hanno potuto visitare l’impianto dedicato ai CSS (Combustibili Solidi Secondari), una fonte energetica alternativa che riduce l’uso dei combustibili fossili.
I prossimi appuntamenti con “Porte Aperte” sono fissati per il 12 ottobre a Matera, con la visita allo stabilimento Heidelberg Materials, e il 18 ottobre a Ternate (VA), con l’apertura della cementeria Holcim, dedicata alle scolaresche del territorio.

– foto ufficio stampa Federbeton –

Attualità

8 marzo, Paesi Bassi, Italia e UK i Paesi che hanno più donne avvocato

“Nel 1985 le donne avvocato in Italia erano appena il 7%, adesso sono poco più del 48% e in alcune regioni sono anche più degli uomini, anche se rimane purtroppo un gap salariale medio del 50%, questo nonostante le ottime capacità di mediazione che riescono a mettere spesso in campo”. Antonello Martinez (nella foto), presidente dell’Associazione Italiana Avvocati d’Impresa, fa un punto della situazione del contributo delle donne alla professione forense. Le percentuali più alte di avvocati donna sono nei Paesi Bassi (50%) seguiti da Italia e UK (48%). Le differenze di retribuzioni sono, invece, meno marcate in Canada (10%), Germania (10/15%) e Francia (15%).
“Anche in altri Paesi del Mondo – aggiunge Martinez, fondatore dello Studio Martinez&Novebaci – le donne avvocato guadagnano mediamente meno rispetto agli uomini. In Italia la situazione è peggiore in parte perchè c’è una concentrazione delle donne in studi legali di dimensioni medio-piccole, con una retribuzione inferiore, rispetto agli uomini, che tendono a ricoprire ruoli di responsabilità in studi più grandi o di partner”.
Negli Stati Uniti – rileva l’analisi dell’Associazione Italiana Avvocati d’Impresa – le donne rappresentano circa il 38-40% degli avvocati iscritti all’Ordine, una percentuale in costante aumento rispetto al 26% registrato nel 2000 (America Bar Association). Le donne avvocato negli Stati Uniti però guadagnano mediamente circa 80% di quanto guadagnano i colleghi uomini. Il divario salariale può oscillare tra 10.000 e 20.000 dollari l’anno in più per gli uomini rispetto alle donne in posizioni simili.
Secondo il Law Society of England and Wales, nel Regno Unito le donne rappresentano circa il 48% del totale degli avvocati. La parità di genere è quasi raggiunta tra i giovani avvocati, ma diminuisce nelle posizioni senior. Le donne avvocato in UK guadagnano mediamente 25% in meno rispetto agli uomini, a parità di esperienza. Il divario salariale può variare a seconda dell’area geografica e della specializzazione.
In Canada, la Canadian Bar Association stima che circa il 38% degli avvocati siano donne. La percentuale di donne nel settore legale è in crescita, specialmente nelle scuole di diritto, dove oggi le matricole femminili superano quelle maschili. Anche in Canada si riscontra un divario salariale tra avvocati maschi e femmine, con le donne che guadagnano circa il 10% in meno rispetto ai colleghi uomini con esperienze e qualifiche analoghe.
Secondo la Law Council of Australia, le donne rappresentano circa il 43% degli avvocati, e la partecipazione femminile è in costante crescita. Le donne sono ora numericamente superiori nei programmi di diritto, ma la loro presenza diminuisce nelle posizioni di leadership.
In Australia, le donne avvocato guadagnano mediamente il 17% in meno rispetto agli uomini. La differenza salariale è più marcata per le posizioni senior.
Nei Paesi Bassi, circa il 50% degli avvocati sono donne, un dato che evidenzia la parità di genere nel settore legale. Tuttavia, la rappresentanza femminile diminuisce nelle posizioni di partner o senior lawyer. In Olanda, le donne avvocato guadagnano in media 20% in meno rispetto ai colleghi uomini, soprattutto nelle grandi aziende legali.
In Germania, circa il 40% degli avvocati sono donne, ma la percentuale diminuisce nelle posizioni di leadership e nei ruoli di partner. Le donne avvocato in Germania guadagnano in media 10-15% in meno rispetto agli uomini. Il divario salariale è presente soprattutto nelle grandi città, dove le donne sono meno rappresentate nei ruoli senior.
In Francia, la National Bar Council stima che le donne rappresentano circa il 45% del totale degli avvocati, con una presenza significativa anche nelle scuole di diritto. Qui le donne guadagnano mediamente 15% in meno rispetto agli uomini. Il divario è visibile soprattutto nelle pratiche legali indipendenti, dove le donne sono più concentrate nelle posizioni meno retribuite.
“Se guardiamo alle regioni italiane – spiega Martinez – quelle a maggioranza femminile sono nell’ordine Emilia-Romagna (54,8%), Piemonte (54,6%), Umbria (54,3%) e Friuli Venezia Giulia (54%). Sono in quota maggioritaria anche in Lombardia (53,8%), Toscana (53,8%), Veneto (53,7%), Marche (51,6%). In Sardegna sono quasi alla pari (49,7%) mentre la Campania è la regione con la percentuale più bassa in assoluto: 42%. A livello reddituale – conclude – Martinez – il reddito medio tra donne e uomini è più marcato in Lombardia (-59,6%), Lazio (-57,6%) e Liguria (-54,2%) e meno marcato in Valle d’Aosta (-33%) e Sardegna (-39,7%)”.

– Foto Studio Martinez&Novebaci –

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8 marzo, Crosetto “Donne della difesa ispirazione per le nuove generazioni”

“Donne della Difesa, in occasione della ‘Giornata Internazionale della Donna’ desidero rivolgermi a Voi ringraziandovi per quanto fate ogni giorno, senza clamore e lontano dai riflettori, e esprimervi il mio personale riconoscimento per il contributo alla sicurezza del nostro Paese e al buon funzionamento della nostra istituzione, che garantite con entusiasmo, passione, sensibilità e professionalità. Siete fondamentali non solo per la Difesa ma per il nostro Paese, quando operate in Italia e all’estero in missioni internazionali e operazioni di pace, per aiutare i più deboli, coloro che vivono l’atrocità dei conflitti e sognano un futuro migliore. Non si tratta solo di competenze e responsabilità, ma della capacità di affrontare le sfide e contribuire alle attività delle Forze Armate con determinazione, perseveranza e spirito di servizio”. Così il ministro della Difesa, Guido Crosetto, nel messaggio in occasione della Giornata Internazionale della donna. “La Difesa, grazie alla vostra presenza e al vostro prezioso contributo – sottolinea il Ministro -, è ancora più forte, più moderna e inclusiva nel garantire sicurezza ai cittadini italiani, ai popoli che non vivono in uno Stato di Diritto e nel proteggere chi rischia di essere vittima innocente di sfruttamento e violenze. Essere parte di questa grande famiglia significa lavorare insieme con rispetto reciproco, sapendo che ognuno porta con sé un modo unico di vedere le cose. Prospettive diverse significano approcci diversi, soluzioni nuove e una capacità più ampia di affrontare le sfide. È proprio questa varietà di sguardi, esperienze e sensibilità a renderci più forti e a dare ancora più valore a ciò che facciamo, insieme e con maggiore efficacia ed empatia. A voi, donne della famiglia della Difesa, spetta un’ulteriore responsabilità: essere d’ispirazione per le nuove generazioni che vorranno percorrere il vostro stesso cammino al servizio del Paese, per fare sempre la differenza e per guidare il nostro operato per un futuro di rispetto, professionalità e collaborazione. Buon 8 marzo a voi e a tutte le donne”, conclude Crosetto.

-Foto Ipa/Agency-

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Furlani vince l’argento nel lungo agli Europei indoor

Prima medaglia azzurra agli Europei indoor ad Apeldoorn, in Olanda. Secondo posto per Mattia Furlani nel salto in lungo, l’azzurro è salito sul podio grazie alla misura di 8.12. Primo al quinto salto, il bronzo olimpico a Parigi 2024 è stato beffato per un solo centimetro dal bulgaro Bozhidar Saraboyukov (lasciati ben 24 centimetri al momento dello stacco). Terzo lo spagnolo Lester Lescay (8.12). Fuori dal podio due anni fa a Istanbul, questa è la sua prima medaglia continentale indoor, la seconda della sua carriera dopo l’argento vinto ai mondiali di Glasgow lo scorso anno. Non è mancata l’amarezza: “Mi dispiace perchè ho lavorato tanto bene – ha dichiarato ai microfoni di Rai Sport il 19enne laziale, tesserato per le Fiamme Oro Padova -, ho fatto la mia gara, potevo ambire a molto di più, ho litigato già da ieri con la rincorsa, però è così, i progetto sono a lungo termine. Se non cambio adesso la rincorsa non la cambio più, è pur sempre una medaglia internazionale. Non vedevo l’ora di entrare in pedana, ho fatto semplicemente la mia gara, mi dispiace, ma ci si lavora, ci sarà un Mondiale, un mondiale outdoor, sono tappe. Di solito con 8.12 mi scaldo”. La sorpresa della serata è stata Alice Mangione, terza (52.67) e qualificata alla finale dei 400 metri. Doppio sorpasso per l’azzurra che dal quinto posto è riuscita a qualificarsi in finale per via della terza posizione finale col tempo di 52″67. A vincere la semifinale è stata l’olandese Klaver in 51″15, seconda la polacca Ersetic in 52″41. In mattinata sessione di qualificazione, con Larissa Iapichino in finale grazie al 6.76 al secondo dei tre salti a disposizione, dopo un 6.53 d’esordio. “Missione compiuta – il commento della lunghista fiorentina – la qualificazione è sempre lo scalino più difficile ma siamo riusciti ad aggiungere anche questo tassello. Tecnicamente i miei salti di oggi sono stati discreti, ma di difficile c’è stata la tensione del primo turno, con soli tre tentativi. Domani ce ne sono sei per tutte, si può osare e trovare le misure anche se qualche dettaglio non dovesse andare. Sono molto più serena di altre volte”. Nel salto triplo Andrea Dallavalle (16.87) e Andy Diaz (16.74) hanno strappato il pass per la finale grazie a un unico salto. In semifinale gli ottocentisti Catalin Tecuceanu (1’48.10) ed Eloisa Coiro (2’04.09). Nelle semifinali dei 60m ostacoli fuori Giada Carmassi (8.04), Elisa Di Lazzaro (8.05) e Lorenzo Simonelli (7.60 e primo degli esclusi). Domani si torna in pista, in mattinata spazio alle qualificazioni, dalle 18.40 la finale del salto triplo dove l’Italia potrà andare a medaglia, alle 20 spazio al salto in alto, con Matteo Sioli e Manuel Lando in pedana.
– Foto Ipa Agency –

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