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Cronaca

Inseguimento in Centro a Vicenza: Motociclista Denunciato per Resistenza

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Nella serata di ieri, un episodio di alta tensione ha avuto luogo nel cuore di Vicenza, quando la Polizia di Stato ha avviato un inseguimento di un motociclo privo di luci e targa. Intorno alle 22:30, gli agenti in servizio hanno notato il veicolo che procedeva lungo il Corso Santi Felice e Fortunato. Alla vista delle forze dell’ordine, il motociclista ha accelerato, dando inizio a un’azione spericolata che ha messo a rischio la sicurezza degli automobilisti lungo il tragitto.

L’inseguimento si è snodato attraverso diverse vie della città, tra cui Viale Mazzini e Via Diaz, dove il motociclista ha mostrato una guida imprudente e pericolosa. Gli agenti, nonostante i rischi, hanno mantenuto la calma e continuato a inseguire il fuggitivo. Dopo un percorso tortuoso, il motociclista ha tentato di nascondersi in un giardino, ma è stato rapidamente raggiunto dagli agenti.

Una volta fermato, il giovane, un cittadino italiano del 2004, ha adottato un comportamento aggressivo, costringendo gli agenti a utilizzare il TASER per garantire la sua sicurezza e quella degli altri. Portato in Questura, è stato denunciato per resistenza a pubblico ufficiale. Oltre alla denuncia, la motocicletta è stata sequestrata e il conducente ha ricevuto sanzioni per varie violazioni del Codice della Strada.

Le autorità locali hanno ricordato l’importanza della prudenza e del rispetto delle norme di sicurezza stradale, evidenziando come simili comportamenti possano avere gravi conseguenze non solo per chi guida, ma anche per gli altri utenti della strada.

Cronaca

Brindisi | Intensificazione dei controlli in città e nei comuni limitrofi, sequestri e denunce

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ADN24

Nel fine settimana appena trascorso, la Polizia di Stato ha attuato una serie di operazioni di controllo straordinario del territorio, in previsione delle festività imminenti, su disposizione del Questore di Brindisi, Giampietro Lionetti. L’obiettivo di questi rafforzamenti è garantire maggiore sicurezza e contrastare reati come il traffico di sostanze stupefacenti e la detenzione illegale di armi.

A Brindisi, gli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico hanno eseguito controlli mirati su 120 veicoli e 300 persone, mentre nei comuni di Ostuni e Mesagne, i commissariati locali hanno ispezionato 320 persone e 78 veicoli. Durante le operazioni, gli agenti hanno scoperto un carico significativo di materiali per attività illecite: in un angolo nascosto di un complesso residenziale nel rione Sant’Elia, è stata rinvenuta una pistola di piccolo calibro, insieme a materiale per il confezionamento di dosi di sostanze stupefacenti, tra cui nastro isolante, involucri in cellophane e un bilancino di precisione. La Polizia Scientifica è intervenuta per effettuare i rilievi necessari a identificare i responsabili del nascondiglio.

Anche nei comuni limitrofi, come San Pietro Vernotico, le forze dell’ordine hanno intensificato la loro attività. Qui, i Reparti Prevenzione Crimine della Polizia di Stato hanno controllato 344 persone e 218 veicoli. Nell’ambito di questi servizi, due uomini sono stati denunciati per violazione degli obblighi imposti dall’Autorità Giudiziaria, mentre un altro individuo è stato segnalato alla Prefettura per possesso di un piccolo quantitativo di marijuana.

Questi interventi rientrano in una serie di misure preventive volte a garantire la sicurezza durante il periodo delle festività, con l’obiettivo di ridurre il rischio di crimini e garantire una risposta tempestiva a qualsiasi situazione di emergenza. La Polizia di Stato conferma il proprio impegno continuo nella lotta contro la criminalità e nella protezione della comunità.

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Cronaca

Viterbo | Frodi sui carburanti: la Guardia di Finanza intensifica i controlli nell’alta Tuscia

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ADN24

Continuano i controlli della Guardia di Finanza di Viterbo per contrastare le frodi fiscali nel settore della distribuzione di carburanti. L’intensificazione dei controlli, volti a garantire una concorrenza leale e proteggere i consumatori, è stata attuata anche grazie alle segnalazioni di privati cittadini al numero di pubblica utilità “117”.

Recentemente, le Fiamme Gialle hanno accertato un caso di irregolarità in un distributore di carburante situato nell’area dell’alta Tuscia viterbese. L’impianto in questione, durante le operazioni di rifornimento, ha utilizzato una pistola erogatrice che avviava il conteggio del carburante da un importo di 5-6 centesimi, anziché partire da zero, violando così le normative previste per la vendita di prodotti energetici soggetti ad accisa.

A seguito di questa violazione, la pistola erogatrice è stata sequestrata e il legale rappresentante dell’azienda è stato denunciato per truffa, con l’avvio di un’indagine da parte dell’Autorità Giudiziaria competente. Inoltre, è emerso che l’impianto non aveva effettuato la revisione biennale delle colonnine erogatrici, scaduta da oltre un anno, un ulteriore segno di cattiva gestione.

Questi controlli, oltre a garantire il rispetto della normativa fiscale, mirano a tutelare sia gli operatori economici onesti sia i consumatori, prevenendo comportamenti speculativi. La Guardia di Finanza ha confermato che i controlli proseguiranno, concentrandosi non solo sulla corretta quantità di carburante erogato, ma anche sulla qualità del prodotto, per evitare che i consumatori siano riforniti di carburante adulterato o non conforme agli standard di sicurezza.

In questo contesto, le autorità invitano tutti gli utenti a segnalare eventuali anomalie tramite il numero di pubblica utilità “117”. Le indagini sono ancora in corso, e, come previsto dalla legge, le persone coinvolte saranno considerate innocenti fino a sentenza definitiva.

Il costante impegno della Guardia di Finanza nel monitorare il mercato dei carburanti ribadisce l’importanza della lotta alle frodi e della protezione dei diritti dei consumatori, per un mercato più equo e trasparente.

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Cronaca

Catania | Frode fiscale e distrazione di beni: scoperto il trasferimento illecito di patrimoni aziendali

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Un’importante indagine condotta dalla Guardia di Finanza di Catania ha smascherato un complesso schema di frode fiscale e distrazione di beni aziendali, coinvolgente due imprese operanti nel settore della produzione di manufatti in plastica. Le attività investigative, dirette dalla Procura della Repubblica di Catania, hanno permesso di ricostruire una serie di operazioni fraudolente che hanno danneggiato i creditori, tra cui l’erario, per un importo complessivo di circa 1,5 milioni di euro.

L’indagine ha rivelato che la società fallita, definita la “Bad Company”, ha trasferito in modo illecito beni aziendali e risorse umane alla nuova società, la “New Company”, appena costituita, con l’intento di proseguire le attività economiche senza farsi carico dei debiti accumulati dalla precedente impresa. Nonostante il fallimento della prima società, la nuova realtà operativa ha potuto sfruttare lo stesso patrimonio e la stessa rete di dipendenti, fornitori e clienti, garantendo una continuità nell’attività imprenditoriale.

Il valore complessivo dei beni distratti è stato quantificato in quasi 3 milioni di euro, una somma che ha rappresentato un danno diretto per i creditori, che hanno visto svanire le possibilità di recupero dei crediti a causa del trasferimento illecito. Il principale debitore è risultato l’erario, a causa dei debiti fiscali accumulati dalla “Bad Company”.

L’indagine ha messo in evidenza il tentativo degli indagati di eludere le responsabilità patrimoniali e fiscali, trasferendo di fatto il patrimonio della vecchia azienda alla nuova, con l’intento di proseguire l’attività economica senza assumersi i rischi legati all’insolvenza.

Grazie all’azione tempestiva della Guardia di Finanza di Acireale, su delega della Procura, è stato disposto il sequestro preventivo di tutti i beni aziendali della “New Company”, comprese le quote societarie, i conti correnti e le attrezzature. È stata inoltre nominata un’amministratore giudiziario per la gestione dell’azienda sequestrata e avviata l’azione penale per bancarotta fraudolenta.

L’intervento si inserisce in un più ampio impegno della Guardia di Finanza nella lotta contro le frodi fiscali e la criminalità economica, a tutela dell’integrità del sistema economico e della legalità. L’attività continua a essere monitorata per prevenire ulteriori tentativi di infiltrazione nelle imprese legali e tutelare gli interessi dei creditori e dello Stato.

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